Tracciamento settimanale dell’indice di riferimento italiano. Perché lo facciamo?
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Il mio indicatore proprietario DBBT identifica disallineamenti tra il prezzo corrente e il livello tecnico atteso sui principali indici. Ogni settimana, mettiamo il FTSE MIB nel mirino.
La caccia è aperta.
Il Quadro Generale
Settimana noiosa per il FTSE MIB, che tecnicamente si trova allo stesso punto della settimana precedente.
Il doji che abbiamo messo in risalto nell’episodio precedente non ha causato nulla, rispettando le aspettative della mia analisi. Intraweek i prezzi sono scesi sotto il livello 45.400 segnalato — il minimo settimanale è stato 45.378,08 — ma la chiusura di venerdì non ha confermato la rottura.
Le medie mobili restano tutte in salita e perfettamente allineate da manuale: il prezzo si trova sopra MA5W (bianca) > MA10W (verde) > MA20W (arancione) > MA50W (rossa) > MA100W (viola) > MA200W (amaranto).
Le uniche medie mobili che sembrano avere senso al momento sono la MA50W e la MA100W, ma si trovano a distanza siderale. Tutte le altre, dal 2023, non hanno mai dato segnali chiari di inversione al loro incrocio.
Unico elemento negativo, da un punto di vista strettamente matematico: la formazione di massimi e minimi decrescenti. Il massimo di questa settimana (45.926,36) è inferiore al precedente (46.193,75), così come il minimo (45.378,08 contro 45.419,75). In un contesto di bassa volatilità lasciano il tempo che trovano, ma esistono.
Questa piccola negatività viene però tecnicamente cancellata dal corpo vuoto della candela: la chiusura a 45.799,69 è superiore all’apertura a 45.547,05.
Basta davvero solo questo a cancellare un accenno di negatività?
Sì, dal punto di vista statistico. Negli ultimi anni, ogni volta che il mercato ha segnato un massimo di medio-lungo periodo e la settimana successiva ha prodotto massimi e minimi decrescenti ma con chiusura sopra l’apertura, non si è mai verificata un’inversione. Non significa che non possa accadere. Significa che scommettere sul fatto che questa volta sarà diverso non è statisticamente conveniente.
Overestensioni bull
Siamo alla quinta settimana consecutiva con i prezzi completamente staccati dalla MA5W.
Non di molto, certo: +1,40% la settimana scorsa, solo +0,28% questa. Ma sono comunque cinque settimane. L’ultima volta che una serie è durata di più risale a marzo 2024, quando si chiuse dopo otto settimane.
Una semplice simulazione suggerisce che nella settimana entrante potrebbe bastare una stabilità dei prezzi perché la media raggiunga il minimo, riassorbendo l’estensione senza che i prezzi si allontanino dall’area di massimo.
Per ora, quindi, è davvero improbabile che se ne possa trarre un segnale.
Range Settimanale %
Il range settimanale è in costante discesa: questa settimana si è attestato a 1,21%, il valore più basso dalla settimana del 4 luglio 2025 (se escludiamo la settimana corta natalizia). Per trovare valori così bassi bisogna tornare indietro addirittura a dicembre 2023, quando terminò la fase di accumulazione che diede il via al rialzo pluriennale.
Potrebbe essere in corso una fase distributiva con le stesse caratteristiche?
Sì, ma manca l’elemento della volatilità. Solitamente al termine della distribuzione avviene una prima correzione di buona entità, seguita da un sostanzioso rimbalzo — che può addirittura superare il massimo precedente — e che apre poi la porta al movimento bear vero e proprio.
Tutta teoria per ora. I numeri dicono di guardare alla compressione; il trend verrà probabilmente individuato nelle prossime settimane.
La media mobile a 5 settimane calcolata sull’indicatore è ormai a un livello di minimo che sta per reclamare un rimbalzo, ossia un incremento considerevole del range weekly.
Elementi concordanti?
Qualcosa c’è. La volatilità è in discesa, come mostra il mio indicatore proprietario: l’oscillazione dei prezzi per la settimana è al 4,41%, un livello interessante.
Tuttavia non è ancora supportata dalla discesa in area sensibile delle medie mobili calcolate sull’indicatore stesso.
Non abbiamo quindi elementi che possano darci informazioni chiare sul trend.
Abbiamo però un indizio: è probabile che la compressione della volatilità alla quale stiamo assistendo potrebbe causare un movimento di discrete dimensioni, proporzionale alla compressione stessa — più si comprimerà da questo punto, più sarà ampio il movimento. Le tempistiche non dovrebbero andare oltre le 3-4 settimane, prima della scadenza tecnica del 20 febbraio.
Dal punto di vista strategico
Si può cominciare a ragionare su strategie in opzioni che comprano volatilità: long straddle, long strangle, long iron condor, a seconda del proprio money management e della propensione al rischio.
Da valutare con ingressi scaglionati, perché entrare con troppo anticipo significa perdere theta — il valore temporale che l’opzione perde ogni giorno che passa — riducendo le probabilità di successo.






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