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Chart of the week: S&P500 index

Settimana corta per il Memorial Day, ma settimana di record. E non solo sui prezzi.

L’S&P 500 chiude a 7.580,06, nuovo record storico di chiusura. Il massimo settimanale a 7.599,38 stampa anche il nuovo record intraweek, superando il 7.517,12 di due settimane fa.

Sui conteggi rialzisti, eguagliato il record degli ultimi 25 anni: le settimane consecutive con corpo positivo salgono a 9, livello toccato solo 4 volte. Anche le chiusure consecutive in progresso salgono a 9, soglia raggiunta solo 2 volte nello stesso periodo.

La spinta arriva da un contesto macro favorevole, in particolare sul fronte geopolitico, con il newsflow della settimana che alimenta una fase di mercato già euforica.

Andiamo nel dettaglio.

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Chart of the week: S&P500 index

Nuova settimana e nuovo record storico per le chiusure dell’S&P 500 a 7.473,47.

Il record però non si accompagna al ritocco del massimo intraweek a 7.517,12 stampato la settimana precedente: massimo settimanale fermo a 7.506,32.

Un record storico anomalo quindi, che interrompe la serie di 6 settimane consecutive a massimi e minimi crescenti.

Vediamo nel dettaglio cosa è successo.

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Chart of the week: S&P500 index

L’S&P 500 torna Chart of the Week per la terza volta in cinque settimane. Nel COTW della settimana 18 il mercato era a un bivio con il sistema Short in perdita di circa 65 punti e l’overestensione sulla MA200W al 34,94%. Nel Charts Flash della settimana scorsa il bivio si era risolto al rialzo con la quinta settimana consecutiva di massimi e minimi crescenti.

Questa settimana l’S&P 500 è l’unico indice ad aver segnato un nuovo record storico sul massimo settimanale (7.517,12) e ad aver ritoccato di 9,56 punti anche il massimo di chiusura a 7.408,50. Vediamo cosa raccontano gli indicatori.

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Chart of the week: Brent Crude Oil

Appuntamento settimanale con i grafici più seguiti al mondo.

 


Nelle ultime due edizioni il Chart of the Week aveva concentrato l’attenzione sull’S&P 500, con il sistema entrato short sugli eccessi quantitativi e in attesa di un segnale di prezzo coerente con il setup statistico.

Questa settimana il focus si sposta invece sul Brent Crude Oil. Non per la presenza di un nuovo segnale operativo, che al momento continua a mancare, ma perché il petrolio rappresenta oggi uno dei punti più delicati dell’attuale quadro inter-market.

I principali indici mondiali continuano infatti a mostrare strutture bullish, ma con caratteristiche profondamente differenti. Negli Stati Uniti e in Giappone il tema dominante resta quello dell’overextension: S&P 500 e Nikkei 225 si trovano su distanze estremamente elevate rispetto alle rispettive MA200W, su livelli statisticamente rari. In Europa il quadro appare più articolato: DAX, Eurostoxx50 e FTSE MIB mantengono strutture rialziste ma iniziano a evidenziare dinamiche di compressione e distribuzione sui massimi.

In questo contesto il Brent continua invece a rimanere indietro. Ed è proprio questo ritardo a rappresentare il dato più interessante della settimana.

Se il petrolio dovesse confermare il proprio setup rialzista, la correlazione inversa che tende storicamente a riemergere nelle fasi di tensione inter-market potrebbe trasformarsi nel catalizzatore della correzione attesa sugli indici. Al contrario, un cedimento strutturale del Brent lascerebbe spazio a un’ulteriore prosecuzione del movimento risk-on globale.

Il petrolio, in altre parole, non sta ancora confermando nulla. Ma proprio questa mancata conferma sta diventando essa stessa il principale elemento da monitorare.

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Chart of the Week: S&P500 index

Appuntamento settimanale con i grafici più osservati del mondo.


La settimana scorsa nel Chart of the Week avevamo dedicato l’intera analisi all’S&P 500, con un picco di volatilità bull sui massimi che non si vedeva da marzo 2000 e un sistema che entrava short sugli eccessi.

Questa settimana il mercato ha risposto: nuovo ATH sia sul high che sulla chiusura.

Nel frattempo la Fed ha lasciato i tassi invariati, confermando la linea d’attesa già vista nella riunione precedente.

Nessuna sorpresa sul fronte macro, nessuna capitolazione sul fronte tecnico.

Il mercato continua a salire.

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Chart of the Week: S&P500 index

Appuntamento settimanale con i grafici più osservati del mondo.


La settimana scorsa nel Charts Flash avevamo definito l’S&P 500 come il candidato scontato per il Chart of the Week, rimandando a favore del Nikkei 225.

Altra settimana a massimi e minimi crescenti, nuovo record storico di chiusura. Ma in un contesto di movimenti compressi e un mercato che non sta prezzando rischio.

Il nostro indicatore di volatilità racconta un’altra storia. Siamo su valori che in contesto rialzista si sono visti una sola volta negli ultimi 26 anni. Era marzo 2000.

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Charts of the Week: Nikkei225

Appuntamento settimanale con i grafici più osservati del mondo.


L’S&P 500 ha stampato un nuovo record storico con un break netto confermato anche dalla chiusura settimanale. Una candela rialzista eccezionale che in condizioni normali sarebbe stata il candidato naturale per il Chart of the Week.

Eppure la scelta è caduta sul Nikkei 225.

Anche il Nikkei ha toccato un nuovo massimo storico intraweek a 59.688,10 questa settimana. Ma a differenza dell’S&P 500, la chiusura settimanale a 58.475,90 non ha confermato il record, restando sotto il massimo storico di chiusura di 58.850,27 della settimana del 27 febbraio.

La ragione per cui il Nikkei merita l’attenzione principale è un’altra.

L’overestensione sulla MA200W è tornata sopra il 50%. Questa settimana potrebbe segnare l’inizio di quella fase finale che avevamo delineato nel nostro Chart of the Week Settimana 9.

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Chart of the Week: Eurostoxx50

Appuntamento settimanale con i grafici piu’ seguiti al mondo.

Questa settimana abbiamo scelto l’Eurostoxx 50 come Chart of the Week non perche’ spiccasse particolarmente, ma per assenza di spunti dagli altri asset seguiti. Gold e Silver fermi, DAX, FTSE MIB e S&P 500 flat.

L’Eurostoxx 50 entra in gioco essendo prossimo a un segnale long dopo aver dimostrato piu’ momentum rispetto al DAX e una forza relativa superiore.

Una configurazione che, pur non essendo esplosiva, merita un approfondimento.

Vediamo cosa ci dicono i grafici.

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Chart of the Week: Nikkei225

Appuntamento settimanale con i grafici piu’ seguiti al mondo.

A inizio marzo avevamo scelto il Nikkei 225 come Chart of the Week per costruire un caso ribassista. L’overestensione sulla MA200W aveva appena registrato un nuovo massimo storico al 57,39%, e avevamo scritto che il rientro sotto il 50% non era una questione di “se” ma di “quando”.

Avevamo scritto anche altro: una volta esauriti gli eccessi e con l’overestensione tornata sotto il 50%, l’indice storicamente ha ripreso a salire. L’avevamo definita “la finestra di trading piu’ importante”.

Quella finestra si sta aprendo adesso.

Il Nikkei 225 ha chiuso questa settimana a 53.123,49. Dal record di chiusura a 58.850,27 l’indice ha perso il 14,08% fino al minimo settimanale a 50.558,91, completando la prima gamba della correzione che avevamo anticipato.

Vediamo cosa ci dicono i grafici.

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Chart of the Week: Petrolio (Brent)

Appuntamento settimanale con i grafici più seguiti al mondo.

La scorsa settimana avevamo identificato il setup e definito i due possibili trigger: bull trap sopra 119,13 oppure rigetto diretto dell'area 112,19-119,50 con chiusura sotto 106.

Il trigger è scattato.

Lunedì 23 marzo, con il Brent ancora sopra 114, Trump ha annunciato la sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane e l'avvio di negoziati. Il crollo è stato immediato: in pochi minuti il front month ha perso oltre il 13%, spingendo i prezzi fino a 93,45. L'Iran ha poi smentito l'esistenza di qualsiasi trattativa, e il mercato ha recuperato parte del terreno perso. Il tutto in un contesto già reso caotico dal rollover del contratto.

Il ribasso è stato seguito da un recupero, ma il recupero non ha cambiato la struttura. Alla chiusura settimanale il Brent si è fermato a 105,32: ha recuperato dai minimi ma non è riuscito a riportarsi sopra l'area di supply.

Il segnale short è stato generato alla chiusura di venerdì. Vediamo cosa ci dicono i grafici.

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