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La Caccia: FTSE MIB week 23

Monitoraggio settimanale dell’indice di riferimento italiano.

Perché lo facciamo?

Consulta la nostra pagina strategia.


 

Il mio indicatore proprietario DBBT identifica disallineamenti tra prezzo corrente e livello tecnico atteso sui principali indici.

Ogni settimana, il FTSE MIB è nel nostro mirino.

La caccia è aperta.


Dopo due settimane consecutive di incertezza sui massimi, il FTSE MIB ritrova slancio e aggiorna sia il massimo settimanale sia la miglior chiusura del movimento in corso. Il catalizzatore arriva dal comparto bancario, che pesa in modo strutturale sull’indice italiano. Domenica 7 giugno Intesa Sanpaolo, affiancata da BPER, ha lanciato un’OPAS su MPS che ha di fatto bloccato la precedente proposta di fusione di Banco BPM sull’istituto senese. L’operazione prevede uno spacchettamento di MPS, con BPER che assorbirebbe la rete commerciale e Intesa che tratterrebbe la quota in Mediobanca e la partecipazione del 13% in Generali. Sullo sfondo resta UniCredit, ancora concentrata sull’offerta su Commerzbank in chiusura il 16 giugno. Il combinato disposto ha rimesso in movimento l’intero comparto bancario per cinque sedute consecutive.

L’apertura della settimana è stata però negativa. Lunedì il mercato ha aperto in gap down rispetto alla chiusura della settimana scorsa di 49.896,82 e nel corso della seduta è sceso fino a 49.342,44, fissando il minimo settimanale. Da martedì il quadro è cambiato: recupero immediato verso area 51.240, due sedute di consolidamento sopra 50.000 e venerdì un secondo gap, questa volta in apertura rialzista, con nuovo massimo settimanale a 51.645,87 e chiusura a 51.497,21.

La candela settimanale risulta quindi una outside weekly al rialzo, con minimo inferiore a quello della settimana precedente, massimo nettamente superiore e chiusura sui livelli più elevati dell’intero movimento. Lo scenario correttivo descritto la settimana scorsa non si è materializzato: il sistema ha incassato uno stop loss sulla posizione short. Vediamo nel dettaglio cosa raccontano gli indicatori.


Bulls vs Bears

infographic: FTSE MIB weekly – Bulls vs Bears

Il Fear Indicator si posiziona in zona verde estrema, sul livello che la scala identifica come pressione rialzista massima sul piano della percezione del rischio.

Il rapporto tra forza aggregata bulls e bears risulta fortemente sbilanciato in favore dei bulls. La quasi totalità del peso tecnico della settimana si concentra sul lato lungo, con i bears ridotti a una presenza marginale rispetto alla forza espressa dalla parte rialzista.

La struttura interna è coerente con il movimento del prezzo. Nuovi massimi settimanali, chiusura sui livelli più alti del movimento e indicatore di sentiment in zona estrema verde compongono un quadro senza divergenze fra prezzo e indicatori di partecipazione.


Il Quadro Generale

chart: FTSE MIB weekly

chart: FTSE MIB weekly

La settimana ha prodotto una outside weekly al rialzo. Sul piano della price action è la struttura più coerente con la prosecuzione del trend primario: minimo che rompe verso il basso quello precedente, massimo che lo supera e chiusura sui livelli più elevati dell’intero movimento. La giornata di lunedì, con il gap down e il test del minimo settimanale a 49.342,44, ha rappresentato il momento di massima pressione ribassista. Da quel livello il mercato è ripartito senza più cedere terreno.

Il prezzo si mantiene in overestensione rispetto alla MA10W per la nona settimana consecutiva. È una condizione rara che storicamente identifica fasi di trend particolarmente solide.

La statistica delle outside weekly comparse in contesti analoghi a partire dal 2020 conferma il quadro. Ogni occorrenza è stata seguita da massimi crescenti nelle settimane successive, con un’unica eccezione: una inside week che ha poi preceduto una fase correttiva. Estendendo l’osservazione agli ultimi vent’anni il pattern mantiene una statistica favorevole, alternando segnali di acquisto pieni a fasi di mantenimento sui massimi precedenti l’inizio di una flessione.

Le medie mobili restano allineate dalla più veloce alla più lenta, tutte con inclinazione positiva. La MA200W supera quota 34.000 e si porta ormai al di sopra della chiusura minima registrata durante il sell-off dell’aprile 2025. La MA100W sale a 40.227 e continua ad avvicinarsi progressivamente al minimo annuale del 2026 fissato a 41.616,11.

Il trend primario resta rialzista.

Sul piano operativo, il sistema ha incassato uno stop loss sulla posizione short ed esce flat. Servirà almeno un’altra settimana di rilevazioni prima che il quadro tecnico possa fornire nuovi segnali.


Volatility Indicator

 

chart: FTSE MIB weekly - Proprietary Volatility Indicator

chart: FTSE MIB weekly – Proprietary Volatility Indicator

L’indicatore di volatilità risale al 6,70%. Si porta sopra la MA5W ma resta sotto tutte le altre medie. Un primo spunto, niente di particolarmente rilevante.

Letto insieme all’espansione del range e alla outside weekly, il movimento è coerente con l’uscita dalla fase di contrazione del mese precedente.


Range Weekly %

 

Il range settimanale sale al 4,66% e si porta sopra tutte le medie mobili dell’indicatore, dalla MA5W alla MA50W.

È la prima settimana di espansione netta dopo una serie di letture in contrazione. La rottura simultanea di tutte le medie dell’indicatore conferma il cambio di fase sul piano dell’attività direzionale.

Letto insieme alla outside weekly e al recupero del Volatility Indicator, il messaggio è coerente: prezzo, volatilità e range raccontano la stessa storia.


BCP3

chart: FTSE MIB – BCP3 weekly

Il BCP3 torna a incurvarsi verso l’alto, formando un nuovo uncino rialzista dopo quello già annullato la settimana scorsa.

Resta valida l’osservazione delle settimane precedenti: storicamente la nascita di un nuovo swing rialzista maturo presuppone una discesa completa dell’indicatore sotto lo zero. Senza quella tappa intermedia un uncino difficilmente si traduce in un segnale operativo di acquisto.

Il BCP3 resta quindi l’unico elemento non allineato al quadro di continuazione tracciato da prezzo, range e volatilità.


Conclusione

Il BCP3 non è stato sufficiente a mantenere il sistema in posizione short. La settimana ha prodotto esclusivamente uno stop loss, non un’inversione operativa long. Servirà almeno un’altra rilevazione prima che il quadro tecnico possa fornire nuovi segnali.

Dal punto di vista quantitativo il quadro è cambiato in modo significativo. La outside weekly sui massimi, la tenuta della MA10W in overestensione da nove settimane, l’espansione del range sopra tutte le medie dell’indicatore e il recupero della volatilità compongono una combinazione che storicamente si è dimostrata compatibile con ulteriori massimi nelle settimane successive.

L’unica divergenza rilevante resta quella del BCP3, che continua a non confermare il movimento. Per il momento è l’unico elemento di cautela all’interno di un contesto che, per il resto, è tornato a mostrare caratteristiche di continuazione rialzista.

Sul piano dei flussi, il comparto bancario continua a rappresentare il motore principale dell’indice. Il calendario delle prossime sedute è pieno: martedì 16 giugno il CdA di Banco BPM, la chiusura ufficiale dell’offerta UniCredit su Commerzbank e i primi passaggi formali sull’OPAS Intesa-BPER. Sono eventi in grado di muovere il prezzo indipendentemente dal quadro tecnico.

Una conferma indiretta arriva dal confronto con il DAX, che nella stessa settimana ha recuperato dai minimi ma ha chiuso negativo, con massimi e minimi decrescenti. Mentre il FTSE MIB faceva nuovi massimi di periodo, l’indice tedesco non riusciva a tenere la chiusura precedente. La differenza di comportamento misura il peso specifico che il tema bancario ha avuto sull’Italia in questi cinque giorni.

 

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