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Chart of the week: S&P500 index

La settimana scorsa avevamo individuato due scenari per discriminare la lettura del segnale ribassista emerso con la bearish engulfing outside: una inside week ne avrebbe favorito il riassorbimento, massimi e minimi decrescenti con chiusura ribassista ne avrebbero invece confermato l’evoluzione in correzione.

Il mercato ha sviluppato lo schema bearish sul piano del range ma non in chiusura. Il recupero dalla zona della MA10W riporta l’indice leggermente sopra il close della settimana precedente, lasciando il quadro privo della conferma attesa dai bears.

Andiamo nel dettaglio.


Bulls vs Bears

infographic: S&P500 index weekly – Bulls vs Bears

I bears vincono la settimana con un rapporto di circa 1,46 a 1, ma il risultato finale racconta solo una parte della storia.

La pressione ribassista si è concentrata nella prima metà della settimana portando i prezzi ben sotto i minimi della settimana precedente, mentre nella seconda parte è arrivata una reazione significativa dei bulls che ha recuperato gran parte delle perdite.

Il Fear Indicator si posiziona in una zona di relativa tranquillità, segnalando assenza di stress sistemico nonostante il segno settimanale negativo. I bears mantengono il controllo della settimana, ma il colpo di coda rialzista impedisce che il segnale assuma caratteristiche di accelerazione ribassista.


The Big Picture

chart: S&P 500 INDEX weekly

chart: S&P 500 INDEX weekly

L’S&P 500 ha sviluppato il secondo scenario ipotizzato nell’analisi precedente: una settimana caratterizzata da massimi e minimi decrescenti. Tuttavia, il mercato non ha fornito alcuna conferma ribassista alla chiusura di venerdì.

Dopo aver violato intraweek la MA10W con un affondo a 7.237,85, i prezzi hanno recuperato terreno chiudendo poco sotto la MA5W. Si tratta comunque della seconda settimana consecutiva con chiusura sotto la media mobile veloce, evento che interrompe una dinamica rimasta praticamente ininterrotta per oltre due mesi.

Le medie mobili restano ancora perfettamente allineate dalla più veloce alla più lenta e mantengono tutte un’inclinazione positiva. L’unico cambiamento osservabile è il progressivo appiattimento della MA5W, naturale conseguenza della fase di consolidamento delle ultime due settimane.

La chiusura settimanale risulta leggermente superiore a quella della settimana precedente (+0,14%), ma inferiore all’apertura di lunedì (-0,62%). In altre parole, il mercato ha recuperato quasi interamente lo shock ribassista della prima parte della settimana senza però riuscire a produrre un nuovo impulso rialzista.

Per il momento il quadro rimane compatibile sia con una semplice pausa all’interno del trend principale sia con una fase iniziale di distribuzione. Il prezzo, da solo, non fornisce ancora elementi sufficienti per distinguere con affidabilità i due scenari.


Volatility Indicator

chart: S&P 500 INDEX weekly - Proprietary Volatility Indicator

chart: S&P 500 INDEX weekly – Proprietary Volatility Indicator

Il Volatility Indicator scende a 3,75% dal 3,94% della settimana precedente.

La riduzione avviene nonostante un’escursione intraweek che si conferma per la seconda settimana consecutiva sopra tutte le medie veloci e lente del Range Weekly%, segnale che la volatilità strutturale, pur rimanendo compressa, sta riprendendo respiro. L’indicatore continua ad allontanarsi dai livelli osservati nei mesi più turbolenti dell’anno ma non ha ancora raggiunto le zone di guardia che storicamente hanno preceduto movimenti esplosivi.

La lettura resta quindi coerente con una fase di consolidamento piuttosto che con l’avvio di una vera fase direzionale.


Range Weekly%

chart: S&P 500 INDEX weekly - Range %

chart: S&P 500 INDEX weekly – Range %

Il Range Weekly% chiude a 3,39%, praticamente invariato rispetto al 3,42% della settimana precedente.

Per la seconda settimana consecutiva il mercato mostra una tensione superiore rispetto alla fase di estrema compressione osservata tra aprile e maggio. Sul medio periodo, tuttavia, il valore resta lontano dai picchi raggiunti nelle fasi più direzionali degli ultimi due anni.

Due settimane consecutive con range elevato possono rappresentare l’inizio di una fase distributiva oppure un semplice consolidamento dopo la lunga salita delle settimane precedenti. Al momento il dato non consente di distinguere con chiarezza tra le due ipotesi.


BCP3

chart: S&P 500 INDEX weekly - BCP3

chart: S&P 500 INDEX weekly – BCP3

Il BCP3 scende a -0,73%, completando il passaggio in territorio negativo.

Dopo settimane di progressivo deterioramento, l’indicatore conferma ufficialmente la presenza ribassista. Dal punto di vista teorico, il passaggio sotto lo zero aumenta le probabilità che la pressione bear possa estendersi ulteriormente nelle settimane successive.

Da questo momento eventuali rimbalzi dell’indicatore assumeranno un significato diverso rispetto a quanto avveniva sopra lo zero. In territorio negativo, infatti, i recuperi iniziano a poter essere interpretati come potenziali segnali di inversione dello swing in corso.

Il segnale è quindi più rilevante rispetto alla sola lettura del prezzo, che continua invece a muoversi in una zona neutrale.


Overextension MA200W

chart: Overextension MA200W - S&P500 index weekly

chart: Overextension MA200W – S&P500 index weekly

La correzione sviluppata durante la settimana consente un ulteriore riassorbimento dell’overestensione rispetto alla MA200W.

Il valore scende al 34,80%, in netto arretramento rispetto al 40,51% registrato due settimane fa, che rappresenta il massimo del ciclo attuale.

Non si tratta ancora di una riduzione sufficiente a modificare il quadro di lungo periodo: l’indice continua infatti a trovarsi in una delle aree di maggiore estensione osservate negli ultimi decenni. Tuttavia, per la seconda settimana consecutiva, il mercato utilizza il tempo e la volatilità per assorbire parte dell’eccesso accumulato durante la fase di accelerazione rialzista.


Conclusione

Le ultime due settimane hanno prodotto molta volatilità durante la settimana e numerosi titoli legati al contesto geopolitico, ma a livello operativo il sistema non ha registrato variazioni: nessun trigger di uscita attivato, nessun nuovo ingresso. La posizione Short resta invariata rispetto alla settimana precedente.

La settimana precedente aveva generato il primo segnale di debolezza attraverso una bearish engulfing outside. Questa settimana ha sviluppato il naturale seguito di quel segnale con massimi e minimi decrescenti, ma senza ottenere la conferma che molti bears si aspettavano. La chiusura è infatti tornata leggermente sopra quella della settimana precedente e il recupero dalla zona della MA10W è stato significativo.

Nel frattempo alcuni indicatori continuano a deteriorarsi. Il BCP3 è passato in territorio negativo e l’overestensione sulla MA200W continua a ridursi. Altri elementi, invece, restano favorevoli ai bulls: tutte le medie mobili mantengono ancora struttura rialzista e il prezzo continua a gravitare molto vicino ai massimi storici.

La situazione resta quindi poco efficiente per entrambe le parti. I bears hanno ottenuto il primo vantaggio statistico dopo mesi di dominio rialzista ma non sono ancora riusciti a trasformarlo in una vera inversione. I bulls hanno difeso livelli importanti ma non hanno mostrato la forza necessaria per riprendere immediatamente il trend.

La prossima settimana potrebbe rappresentare un passaggio importante. Un ritorno sopra la MA5W con nuovi massimi relativi indebolirebbe sensibilmente il segnale ribassista emerso nelle ultime due settimane. Al contrario, un nuovo tentativo fallito sulla media veloce accompagnato da ulteriori deterioramenti del BCP3 fornirebbe la prima conferma che la fase correttiva sta iniziando a prendere forma.

 

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