Settimana corta per il Memorial Day, ma settimana di record. E non solo sui prezzi.
L’S&P 500 chiude a 7.580,06, nuovo record storico di chiusura. Il massimo settimanale a 7.599,38 stampa anche il nuovo record intraweek, superando il 7.517,12 di due settimane fa.
Sui conteggi rialzisti, eguagliato il record degli ultimi 25 anni: le settimane consecutive con corpo positivo salgono a 9, livello toccato solo 4 volte. Anche le chiusure consecutive in progresso salgono a 9, soglia raggiunta solo 2 volte nello stesso periodo.
La spinta arriva da un contesto macro favorevole, in particolare sul fronte geopolitico, con il newsflow della settimana che alimenta una fase di mercato già euforica.
Andiamo nel dettaglio.
Bulls vs Bears
I bulls vincono la settimana con un rapporto superiore a 5 a 1, ma su un range complessivo sotto i 100 punti. La dominanza è più assenza di iniziativa venditrice che pressione compratrice strutturale: il mercato sale per inerzia.
Il Fear Indicator nella parte bassa della zona di comfort conferma la fase risk-on.
Il Quadro Generale
La candela settimanale stampa il doppio record: nuovo ATH di chiusura a 7.580,06 e nuovo massimo storico assoluto a 7.599,38. Il precedente record intraweek di 7.517,12 viene battuto e rilanciato, mentre la chiusura aggiorna anche il livello di 7.473,47 della settimana precedente. Il Capped ATH Close si risolve in continuazione, lato statisticamente meno probabile delle due opzioni disponibili con oscillatori in ipercomprato.
Massimi e minimi sono entrambi crescenti: settima settimana su 8 con questa configurazione. L’interruzione della settimana precedente resta un singolo respiro nella sequenza rialzista.
Sui conteggi: 9 settimane consecutive con corpo positivo, eguagliato il record degli ultimi 25 anni (visto solo 4 volte). 9 chiusure consecutive in progresso, eguagliato anche qui il record (visto solo 2 volte).
L’indice si mantiene sopra tutte le medie mobili, correttamente allineate dalla più lenta alla più veloce. L’overestensione sulla MA5W si ricrea con inclinazione vicina ai livelli record, leggermente inferiore. La MA10W mostra un’inclinazione tipica delle fasi iniziali di un movimento in uscita da forte ipervenduto. In una fase rialzista già avanzata come l’attuale, lo stesso angolo segnala accelerazione anomala del trend.
Volatility Indicator
Il Volatility Indicator chiude a 6,36%, sostanzialmente invariato. Si mantiene sopra la MA50W in area 6%, mentre la MA5W dell’indicatore prosegue la flessione, in rientro dai picchi della recente fase espansiva.
Range Weekly%
Il Range Weekly% scende a 1,33%, secondo valore più basso dell’anno. La compressione si estende oltre quella della settimana precedente, con tutte le medie sopra il valore corrente.
L’indice ha aggiornato i record assoluti in un contesto di range storicamente ridotto. La direzionalità del movimento procede senza espansione di volatilità, configurazione anomala per una fase di trend.
Sul piano operativo, è il dato che ha mantenuto aperta la posizione Short. L’espansione del range è una delle condizioni del trigger di stop, e con il Range Weekly% al secondo minimo dell’anno questa condizione non si è verificata.
BCP3
Il BCP3 chiude a 5,45%, arrestando la discesa e mantenendosi in territorio positivo.
Negli ultimi anni nessun swing bearish dell’indicatore ha invertito senza prima passare in territorio negativo. Una conclusione anticipata dello swing in corso, sopra zero, sarebbe un’eccezione statistica.
La prossima candela mostrerà se lo swing dell’indicatore ha margine per proseguire o se la rotazione si è effettivamente esaurita.
Overextension MA200W
L’overestensione sulla MA200W sale a 40,51%, in attacco al picco del ciclo 2020-2022 a 43,43%. Il record assoluto resta lontano: il +60,58% del ciclo 1990-2001 (toccato nel 1998).
Il confronto con il 2021 è suggestivo. In quel ciclo il primo picco sopra il 40% fu seguito da una discesa, una V, e un secondo picco sopra il 43%. Anche allora, nel pieno del secondo picco, i prezzi erano in breakout. Il bear market arrivò solo successivamente.
La struttura del 2026 ripercorre lo stesso schema sull’indicatore: primo picco, discesa, V, secondo picco in corso. Sui prezzi il quadro è equivalente al 2021 nel suo momento corrispondente: anche oggi siamo in breakout, anche oggi non sappiamo se il massimo in formazione è il massimo del ciclo.
Le prossime settimane diranno se l’analogia regge. Un ritracciamento dei prezzi dai livelli attuali rafforzerebbe il parallelismo con il 2021. Un’estensione che superi il 43% sposterebbe il riferimento al ciclo 1990-2001, con spazio storico fino al 60%.
Conclusione
Gli indicatori continuano a descrivere un mercato in condizioni di eccesso, ma il prezzo continua a rifiutare qualsiasi conferma ribassista. È questo il dato più rilevante della settimana.
Dopo la V tracciata dal minimo di marzo, la fase più recente del movimento ha assunto caratteristiche diverse. I nuovi record non arrivano attraverso accelerazioni evidenti o espansioni di volatilità, ma tramite una successione di avanzamenti limitati. Presi singolarmente appaiono poco significativi; sommati, hanno portato l’indice a nove settimane consecutive di rialzo, eguagliando uno dei record degli ultimi 25 anni.
Per la posizione Short del sistema è una configurazione particolarmente complessa. Gli indicatori restano coerenti con una lettura di eccesso: l’overestensione sulla MA200W è in attacco ai massimi del ciclo 2020-2022, il Range Weekly% registra il secondo valore più basso dell’anno e il BCP3 rimane in uno swing bearish ancora incompleto. Sul lato prezzi, però, il mercato continua ad aggiornare i record storici.
La conseguenza è che il trade continua a deteriorarsi senza che si verifichino le condizioni necessarie per il trigger di uscita. Nessuna delle anomalie osservate nelle ultime settimane, dal Capped ATH Close ai nuovi massimi stampati in compressione di range, è stata sufficiente ad attivare il riallineamento richiesto dal sistema.
La posizione resta quindi aperta e nessun trigger è attualmente attivo. Le prossime settimane mostreranno se saranno gli indicatori a riassorbire gli eccessi segnalati oppure se il mercato continuerà a spingersi oltre, estendendo ulteriormente un movimento che ha già raggiunto livelli statisticamente estremi.

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