Appuntamento settimanale con i grafici più seguiti al mondo.
Inevitabile parlarne.
Bloomberg ne parla ad ogni nuova esplosione in Iran o degli impianti petroliferi dei paesi vicini, è sulla bocca di tutti, tocca direttamente investitori, operatori di mercato e chiunque abbia un serbatoio da riempire.
La volatilità è alta, folle… ma con un approccio sistematico possiamo azzardarci ad analizzarlo.
Vediamo i possibili scenari.
La premessa è doverosa: la volatilità è così elevata che anche se qualcuno avesse in mente il trade corretto e ne sbagliasse i tempi anche solo di una o due settimane, i dolori potrebbero essere davvero rilevanti.
Big Picture: 2007-2026
Partiamo da lontano.
Il nostro setup tiene conto di volatilità, pressione settimanale ed eccessi sulle medie.
Abbiamo visto questo setup nel 2007-2008, nel 2020-2022 e ora nel 2026.
Nei precedenti cicli i due segnali erano separati da mesi.
Questa volta sono arrivati consecutivi, una settimana dopo l’altra.
Il modello mostra un eccesso più rapido del consueto: il setup 1 ha bruciato il territorio così velocemente che il setup 2 si è manifestato senza la normale distanza temporale.
La conseguenza operativa è diretta: il trigger arriverà prima.
Dobbiamo però capire se stiamo guardando allo stesso tipo di eccesso dei cicli precedenti o a qualcosa di strutturalmente diverso.
Per rispondere avviciniamo lo sguardo.
Gli ultimi 5 anni post-Covid
C’è un’altra similitudine: la settimana del massimo, sia nel 2022 che nel 2026, ha formato sia una long upper shadow che una long lower shadow.
I prezzi sono passati in poche settimane dal minimo a tre anni a toccare i massimi del 2022.
Nel 2022 la candela del top terminò negativa sia sulla close precedente sia sull’apertura di settimana.
La long upper shadow divenne zona bear e ogni ingresso dei prezzi in essa si rivelò un’ottima occasione di short per i bears.
Oggi sembra diverso.
Il setup (2) è arrivato immediatamente, non c’è ancora alcun segnale di cedimento.
La long upper shadow della settimana del 13 marzo, che va da 119.50 a 103.14, è stata invasa dai bulls questa settimana.
I bears avevano 16 dollari di territorio da difendere: ne controllano ora circa 7, da 112.19 a 119.50.
Il corpo della candela settimanale è totalmente contenuto nella long upper shadow, a dimostrazione che i bears non sono riusciti a respingere l’attacco nella sua totalità, ma i bulls non possono ancora festeggiare.
Questa settimana è una inside candle.
Dal massimo di 119.13 c’è stata comunque una respinta a 112.19.
È esattamente questa la fascia da monitorare con attenzione: 112.19-119.50.
Grafico delle chiusure
Dal momento che non abbiamo trovato nulla di conclusivo, proviamo a semplificare.
Il grafico delle chiusure dal 2006 a oggi ci mostra una cosa chiara: l’inclinazione attuale non è sostenibile.
Ha un angolo che si è visto solo in piena crisi 2007-2008, con lo scoppio della guerra in Ucraina nel febbraio 2022 e all’uscita dai minimi del Covid, anche se quest’ultimo non è assimilabile per trend ed eccessi: era un rimbalzo, non una continuazione.
Sui mercati non esistono definizioni come “salito troppo” o “sceso troppo”, ma l’angolo di salita merita di sicuro un approfondimento, per questo ci vengono in aiuto le overestensioni.
Overestensione MA10W
Ci mostra senza dubbio che siamo di fronte a un evento eccezionale.
L’esplosione di volatilità è stata così immediata che dal 2.3% di quattro settimane fa siamo al 26.14%.
Overestensione MA20W
Con il 41.01%, lo strappo sulla MA20W è secondo solo al 1990, mentre gli spike consueti viaggiano attorno al 20%.
Overestensione MA100W
Questo grafico è quello che chiude il quadro.
L’eccesso è di breve e medio periodo.
Sulla MA100W lo spike attuale si trova ben sotto il livello delle altre massime estensioni storiche.
Sul breve e medio termine il mercato presenta eccessi e le condizioni sono tipicamente toppish, ma la MA100W ci dice che il movimento non ha ancora consumato il carburante delle grandi estensioni storiche.
Potrebbe essere una pausa tecnica dentro un movimento che potrebbe avere una seconda gamba.
Il toppish descrive una fase, non il quadro complessivo.
I due piani temporali non si contraddicono: vanno letti separatamente e tenuti entrambi attivi.
Conclusioni
Quanto analizzato non tiene conto di quella che è e di quella che sarà la situazione geopolitica.
Un modello di trading basato sugli eventi rari deve tenere conto dei numeri, e questi numeri devono dare indicazioni sui possibili scenari.
L’inclinazione e le overestensioni di breve ci mostrano che non è una situazione sostenibile nel breve e medio termine.
È la tipica situazione toppish, ma che potrebbe vedere, dopo una prima correzione, un nuovo tentativo di assalto ai massimi.
Vale la pena ricordare che già nella settimana 11 avevamo messo il Brent sul radar, evidenziando come il range settimanale di $38.34 fosse un record assoluto in termini di dollari e come il nostro indicatore di volatilità avesse raggiunto livelli visti solo durante il periodo Covid, la crisi finanziaria 2007-2008 e la Guerra del Golfo (1990).
Dal punto di vista operativo: c’è il setup, manca ancora il trigger.
Con questa configurazione abbiamo due trigger possibili:
- Bull trap settimanale: nuovo massimo sopra 119.13 seguito da reversal
- Respinta diretta dell’area 112.19-119.50 con close sotto 106
Pro: sfrutta il momentum e sappiamo che abbiamo eccessi storici eccezionali di breve periodo.
Contro: potrebbe essere un reversal violento che lima già una parte consistente del gain potenziale prima del segnale di ingresso.
Lo scenario bear sul Brent andrà verosimilmente a legarsi con l’evoluzione degli altri asset: nei Charts Flash di questa settimana abbiamo evidenziato le condizioni alle quali i nostri sistemi, attualmente short su S&P500, Gold e Silver, potrebbero iniziare a chiudere le posizioni.
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