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Chart of the Week: S&P500 index

Appuntamento settimanale con i grafici più osservati del mondo.


La settimana scorsa nel Charts Flash avevamo definito l’S&P 500 come il candidato scontato per il Chart of the Week, rimandando a favore del Nikkei 225.

Altra settimana a massimi e minimi crescenti, nuovo record storico di chiusura. Ma in un contesto di movimenti compressi e un mercato che non sta prezzando rischio.

Il nostro indicatore di volatilità racconta un’altra storia. Siamo su valori che in contesto rialzista si sono visti una sola volta negli ultimi 26 anni. Era marzo 2000.


Bulls vs Bears

infographic: S&P500 weekly – Bulls vs Bears

Circa 244 punti totali in gioco. Due settimane fa il range superava i 600. Il Fear Indicator al 5% fotografa compiacenza totale proseguire dalla settimana precedente.

Una leggera continuazione, sufficiente per un nuovo massimo storico di chiusura ma, questa settimana, senza la convinzione di un mercato che sta spingendo.


Il Quadro Generale

chart: S&P500 weekly

Chiusura settimanale a 7.165,08.

La MA5W e la MA10W sono ancora sotto la MA20W. Le medie veloci non hanno recuperato il cross ribassista generato dalla correzione di marzo. Il prezzo corre da solo.

L’overestensione sulla MA5W ha raggiunto il 3,44%. Il massimo del 2025 fu 2,90%, riassorbito con un movimento laterale e ribassista sui massimi.

Per valori più alti bisogna tornare al rimbalzo post-COVID o al 2009.

Non sono situazioni standard, non sono a bassa frequenza, sono rare.


Volatility Indicator

chart: S&P500 – Volatility Indicator

19,80%. Un valore top per l’ultimo decennio, escludendo il COVID crash.

Tutti i picchi in area 18-20% degli ultimi dieci anni sono stati registrati esclusicamente in bear market e spesso hanno prodotto un’inversione.

Per trovare un picco comparabile in bull market bisogna risalire alla settimana del 24 marzo 2000.

Il mercato registrò un top, crollò nelle tre settimane successive da 1.552 a 1.339, rimbalzò e infine avviò il bear market Dotcom.


Il precedente del 2000

chart: S&P500 – Bulls High Volatility March 2000

Nel gennaio 2000 il mercato segnò un massimo storico. Seguì una correzione, un recupero a V violento e una grande candela che ruppe il precedente top in modo netto. Poi il crollo, una lunga fase di distribuzione e l’avvio del bear market Dotcom a inizio 2001.

chart: S&P500 – Bulls High Volatility 2026

Oggi: massimo storico a gennaio 2026, correzione terminata a fine marzo, movimento a V, nuovo record.

Esistono altri casi in cui un picco di volatilità bull sui massimi è stato di continuazione. Ma in contesti diversi: il break del massimo precedente è avvenuto con gradualità, ritoccato di poco per settimane prima di proseguire.

La particolarità di questo picco, come quello del 2000, è che è arrivato con un movimento a V e un break violento del precedente top con una singola candela.


Overestensione sulla MA200W

Table: S&P 500 Overextension Cycles Above MA200W (1990-2026)

Settimana 184 del ciclo attuale. L’overestensione si riporta a 34,21%, sopra il 30%.

Nel deep dive di febbraio avevamo scritto che il +38,15% rappresentava il secondo valore più alto mai registrato in 40 anni di dati, superato solo dal picco del 2000 (+60,58%). Avevamo scritto che da 40 anni ogni overestensione di questa portata è stata storicamente riassorbita e che il target ultimo è la MA200W.

Nel Chart of the Week Settimana 11 l’overestensione era scesa a 28,22%, sotto il 30% per la prima volta. La compressione procedeva ciclo dopo ciclo verso il riassorbimento storico.

In poche settimane il mercato ha invertito la compressione. Il recovery a V ha riportato l’overestensione sopra il 30% e verso il massimo del 2025. 


BCP3

chart: S&P500 – BCP3

Lo swing dell’S&P 500 non è ancora al top ma lo raggiungerà con quasi certezza la settimana prossima.

Un ulteriore elemento a favore di un rialzo che si è completato o che difficilmente potrà confermarne il momentum.


Conclusioni

Il nostro sistema entra Short. Lo fa su eccessi storici, non su segnale di prezzo.

Dal punto di vista dell’analisi tecnica pura bisogna attendere una figura di inversione con un segnale di prezzo chiaro.
Qualora si verificasse, l’operatività a più alta percentuale di successo è la vendita Short di CALL out of the money a 1-2 mesi.

 

Gli spunti rialzisti comunque non mancano.

La rottura netta del massimo storico precedente e di un laterale sui massimi durato da settembre 2025 a febbraio 2026 è oro per il trendfollowing e per i permabull.

 

Un approccio quantitativo però segnala che c’è qualcosa che i mercati stanno nascondendo.

Più indici, con sistemi diversi applicati, pur non avendo generato segnali di prezzo hanno triggerato segnali short.

Il primo è stato il Nikkei 225. Altri li vedremo nel Charts Flash di questa settimana.

Questo avviene solitamente prima di movimenti importanti, spesso dalla parte dei sistemi.

Ma quando non lo è, si va in modo violento dalla parte opposta.

Non sono situazioni normali. Se si sbaglia, è sbagliato di tanto. Non ci sarà spazio per noise.

 

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