Monitoraggio settimanale dell’indice di riferimento italiano.
Perché lo facciamo?
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Il mio indicatore proprietario DBBT identifica disallineamenti tra prezzo corrente e livello tecnico atteso sui principali indici.
Ogni settimana, il FTSE MIB è nel nostro mirino.
La caccia è aperta.
Ci eravamo lasciati, nell’ultima analisi, con una convergenza di indicatori che puntavano verso una configurazione potenzialmente toppish.
Overestensione al 3,10% sulla MA5W, Fear Indicator al 5%, BCP3 in zona di esaurimento: tutto suggeriva lo stesso scenario.
Il FTSE MIB chiude la settimana a 47.656,11.
Un dato su tutti fotografa questa settimana.
Nelle ultime sei settimane, anche quelle con la performance più debole, l’indice aveva sempre toccato durante la settimana almeno un prezzo superiore alla chiusura della settimana precedente.
Questa settimana il FTSE MIB non lo ha mai fatto: il massimo settimanale si è fermato a 48.439,61, oltre 400 punti sotto i 48.869,43 della chiusura precedente.
Come sempre, vediamo nel dettaglio cosa ci dicono gli indicatori.
Bulls vs Bears
Per la prima volta dopo settimane di dominio bull, i bear prendono il controllo con un rapporto di circa 3 a 1.
Il Fear Indicator si posiziona al 70%.
Una moderata presa di consapevolezza da parte del mercato: si è corso molto e una fase di assestamento potrebbe risultare fisiologica.
La lettura complessiva è quella di una semplice pausa di consolidamento all’interno del bull market. Nessuno switch violento.
Il Quadro Generale
Inside candle settimanale con chiusura inferiore all’apertura.
Due settimane consecutive con chiusura sotto l’apertura non si vedono da ottobre 2025.
La prossima settimana, secondo il nostro sistema, è una forte candidata a rompere questa serie.
La MA5W, come ci aspettavamo, crossa con forte inclinazione sia la MA10W che la MA20W.
Queste ultime procedono praticamente appaiate.
Una nota di attenzione sul corpo della candela, interamente inferiore al massimo relativo del 27 febbraio 2026, con il massimo settimanale che si è portato sopra quel livello solo frazionalmente.
Volatility Indicator
L’indicatore scende al 17,90%, complice l’inside candle che comprime il range.
Rimane comunque il secondo valore più alto del 2026.
Le medie dell’indicatore sono in forte rialzo, ma ancora lontane dai livelli estremi raggiunti in aprile e maggio 2025.
Range Weekly %
Crolla al 2,32%, solo tre settimane fa si stava costantemente sopra il 5%.
Un calo pienamente compatibile con la configurazione toppish prospettata nell’analisi precedente.
BCP3
Piazza quella che è probabilmente l’ultima fiammata, realizzando il top dell’anno a +15,25%.
Il precedente top era quello di maggio 2025 a +14,90%, che non superò il 15% e mandò il mercato in una fase bear/laterale di 10 settimane.
Per trovare un valore superiore al 15% bisogna risalire a novembre 2022 con il 15,80%.
In entrambi i casi la lettura si è rivelata toppish, innescando fasi laterali/ribassiste di svariate settimane.
Conclusione
La convergenza degli indicatori analizzati questa settimana delinea una configurazione rara.
Bisogna risalire a novembre 2021 per trovarne una analoga, e storicamente solo in un caso non si è rivelata toppish.
Non sono da escludersi nuovi massimi rispetto a questa settimana: nella quasi totalità dei casi la settimana successiva ha visto la formazione di una outside candle ribassista.
Il sistema entra short.
Un ingresso aggressivo, forse troppo dal punto di vista dell’analisi tecnica pura.
Sotto determinate condizioni potrebbe anche aumentare l’esposizione in questa direzione, qualora i prezzi realizzassero prima massimi e poi minimi decrescenti, creando l’inside ribassista attesa.
Dal punto di vista strettamente tecnico abbiamo solo una conferma alla probabile fase toppish di cui parlavamo la settimana scorsa.
In questo contesto la strategia operativa più coerente è la vendita di opzioni CALL out of the money.
Valore chiave: area 47.100, con primo target potenziale area 46.000 dove viaggiano MA20W e MA10W.

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