Tracciamento settimanale dell’indice di riferimento italiano. Perché lo facciamo? Consulta la nostra pagina strategia.
Il mio indicatore proprietario DBBT identifica disallineamenti tra il prezzo corrente e il livello tecnico atteso sui principali indici.
Ogni settimana, mettiamo il FTSE MIB nel mirino.
La caccia è aperta.
Il FTSE MIB questa settimana è partito all’insegna del rialzo con una forte accelerazione lunedì, chiudendo sopra 46.000 a un passo dal massimo del 6 gennaio.
Massimo che poi è stato superato nelle due successive sedute, ma senza un vero segnale di prezzo: due piccole candele rialziste, la prima in gap up, che non potevano essere lette come un vero break up rialzista.
Giovedì i prezzi hanno ritracciato vistosamente riportando il FTSE MIB non lontano da dove si era fermato settimana scorsa, ma pur sempre in territorio positivo.
Infine il recupero parziale di venerdì che ha mostrato ancora una volta che i rialzisti sono presenti.
Bulls vs Bears: la settimana in termini di punti è stata ampiamente vinta dai bull, ma l’indicatore della paura si è spostato in zona di attenzione.
Non c’è reale timore, ma un 60% mostra che da qui chi è long può iniziare a considerare di coprirsi.
Questa settimana ha creato uno degli scenari peggiori per chi ha comprato volatilità (come noi): c’è stata volatilità infrasettimanale, ma è stato un up and down che non ha consentito di trarre alcun profitto dalle estensioni.
Il FTSE MIB è sugli stessi livelli della seconda settimana di gennaio.
Andiamo a vedere ora nel dettaglio come gestire questa situazione delicata.
Il Quadro Generale
Mentre tutti gridano al crollo per il -1,75% di giovedì, galvanizzati da quanto visto su silver e bitcoin, il settimanale del FTSE MIB è immacolato.
La chiusura a 45.877,20 è sopra la MA5W e le medie mobili sono ancora tutte positivamente inclinate, ancora tutte in ordine esatto dalla più veloce alla più lenta.
Nel finale di venerdì è stata “cancellata” anche la long upper shadow che sarebbe stata presente con una chiusura a 45.800 o inferiore.
Intendiamoci: cancellata dal punto di vista del nostro algoritmo che richiede vengano rispettati parametri ben precisi.
L’ombra superiore c’è, si vede sul grafico, ma non possiamo usarla per prendere decisioni… salvo farlo in modo discrezionale.
L’ombra fantasma
Perché parliamo di qualcosa che tecnicamente non esiste secondo i nostri parametri?
Perché è sfumata a poco dalla fine e per pochissimi punti.
Non è un trading system quindi le implicazioni di un ritracciamento dal massimo a 20 settimane rimangono pressoché intatte, a patto che si conduca uno studio non affetto da bias bearish.
Il nostro algo identifica la Long Upper Shadow (LUS) come un probabile top di medio periodo, avente discreta probabilità di correzione fino alla MA100W.
È sempre così?
Assolutamente no. Ogni trend ha dei comportamenti ripetitivi. Alcuni pattern che hanno funzionato benissimo nella bolla dotcom del 2000 non hanno funzionato in uptrend successivi. Ogni trend ha una sua storia.
Ma è un fatto: la upper shadow come la vuole l’algo non c’è.
Allarghiamo allora le maglie dell’algo e facciamogli prendere anche le upper long shadow di “seconda scelta” (LUS forced) e vediamo cosa succede.
Ci sono solo 2 casi precedenti, entrambi recenti (entro i 12 mesi), che hanno avuto comportamenti diversi e non estremi.
Nessuna evidenza utilizzabile.
Quindi o si prende una decisione discrezionale facendo buona quella che non esiste, o si passa oltre.
Passiamo oltre perché tra 5-10 anni quando riguarderemo il grafico da lontano questa long upper shadow non ci sarà e non potrà aiutarci a prendere decisioni sensate.
La Compressione
Il mio indicatore di volatilità proprietario sul FTSE MIB è rimasto sostanzialmente stabile a 3,38%.
Per la nostra posizione sarebbe stato meglio (meno peggio) un nuovo drop che avrebbe consentito almeno di vedere le medie mobili veloci precipitare su valori limite.
Quindi ci dice le stesse cose che ci diceva 3 settimane fa: è altamente probabile che si verifichi un movimento direzionale, ma non ci sono riscontri oggettivi se bull o bear.
Range Settimanale %
Questo è stato il vero nemico della nostra strategia: un 4,41% di range settimanale (nella top10 a 12 mesi) in un contesto di 3,38% dell’indice di volatilità.
In parole semplici, la settimana è debordata oltre le aspettative dell’indicatore ma non ha avuto la forza di mantenersi su uno degli estremi (max o min).
Ne è derivato che siamo tornati punto e a capo.
Indicatori Tradizionali e Proprietari
Gli indicatori e oscillatori tradizionali sul settimanale non ci dicono nulla.
Gli indicatori proprietari che misurano forza ci dicono che il bull trend è intatto ma senza momentum.
Gestione Strategia
Strategie in opzioni Long Call OTM e Long Put OTM con mercato in stallo e la scadenza del 20 febbraio che si avvicina cominciano a diventare troppo rischiose.
Se il mercato sta fermo altre 2 settimane si rischia il 100% di loss su entrambe le legs.
Per il money management ci sono essenzialmente tre possibilità:
1. Non fare nulla
PRO: la volatilità è comunque bassa, il mercato potrebbe accelerare direzionalmente da un momento all’altro. Consistente con lo studio fatto.
CONTRO: il tempo ci è nemico, le opzioni stanno perdendo di valore giorno dopo giorno e mancano 14 giorni totali alla scadenza.
2. Chiudere tutto venerdì prossimo se non ci sono state accelerazioni
PRO: si rimane consistenti con la strategia adottata e si va in stop loss dopo avere pazientemente aspettato.
CONTRO: si avvicina molto al gambling (la strategia si riduce a sperare che in soli 5 giorni succeda qualcosa).
3. Chiudere solo una delle 2 legs
PRO: si limita la perdita sensibilmente su una leg.
CONTRO: si snatura completamente la strategia (si passa da non direzionale a direzionale).
Se le prime due sono chiarissime e coerenti, la terza sembra una forzatura.
Lo è di fatto: per adottare la terza servono motivi davvero validi. Ci sono?
Facciamo il punto di ciò che abbiamo:
– Ombra fantasma con le maglie allargate non aiuta: o si usa in modo discrezionale o non c’è
– Nessuna configurazione tecnica che segnali movimento direzionale
– Nessun indicatore od oscillatore tradizionale utilizzabile
– La volatilità che ci dice ancora: il FTSE MIB sta per muoversi
Abbiamo un’ultima risorsa.
Il Trading System Swing
Utilizziamo il nostro trading system di swing solo ed esclusivamente per gestire posizioni in sofferenza — una soluzione da ultima spiaggia, ma a due settimane dalla scadenza non ci sono troppe alternative.
La caratteristica di questo sistema è che richiede ci siano segnali discordanti su daily e weekly, il che ci permette di identificare situazioni in cui il mercato è probabile faccia movimenti in entrambe le direzioni su timeframe diversi.
Cosa ci dice questa settimana il TS Swing MM? Long Daily e Short Weekly. Uno opposto dell’altro su timeframe diversi.
Ma cosa vuole effettivamente dire?
Che è altamente probabile che il mercato faccia sia positivo che negativo entro la chiusura di venerdì.
Voce del principiante: “Ma quasi sempre c’è questa situazione!”
Verissimo, ma in determinate situazioni la si può sfruttare, e si fa presto a identificare quali:
– Apertura positiva/fortemente positiva e allungo bull (senza fare negativo)
– Apertura negativa/fortemente negativa e allungo bear (senza fare positivo)
Se una di queste si verificasse si potrebbe pensare di chiudere una delle due legs.
È una mossa da ultima spiaggia, come detto, perché mancano solo 9 sedute alla scadenza tecnica del 20 febbraio e bisogna ragionare sul contenimento danni più che su quanto utile si potrà realizzare.
Il fatto che l’eventuale buon positivo dell’open di lunedì venga totalmente riassorbito nel corso della seduta o il giorno successivo non dà alcuna garanzia statistica che poi il trend prosegua in quella direzione.
Il TS Swing si limita a dire: “questa salita senza negativo è potenzialmente falsa”.
Conclusioni
Due settimane alla scadenza di febbraio.
Un’ombra fantasma che ci avrebbe fatto molto comodo, cancellata nelle ultime battute della seduta di venerdì.
Zero indicazioni di direzionalità, se non che sul grafico settimanale del FTSE MIB il trend è intatto.
Una strategia Long Call OTM + Long Put OTM che si sta erodendo perché il tempo passa e il mercato è immobile.
Di oggettivo a nostro favore rimane solo la compressione evidenziata dal nostro indicatore proprietario, ma la divergenza tra range settimanale % e indicatore stesso fanno temere che le iniziali 5 settimane di attesa per un movimento direzionale possano protrarsi.
In questi casi si deve fare affidamento alla strategia e/o al money management.
Il dilemma è: attendere ancora una settimana o chiudere la leg che andrà ad apprezzarsi all’open di lunedì?
Il mio approccio quando il tempo passa e il mio obiettivo è alla stessa distanza di quando ho avviato il trade privilegia decisioni di money management.
Quello che non è avvenuto nell’80% dell’arco temporale previsto è poco probabile che si verifichi nell’ultimo 20%.
Per cui chiudere il lato Long Call in caso di apertura di settimana esclusivamente positiva (come il finale dei futures farebbe ipotizzare) è la soluzione che preferisco.
Se non ci sarà margine si proseguirà con la strategia intatta almeno fino a poco prima della chiusura di venerdì 13 febbraio.
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