Tracciamento settimanale dell’indice di riferimento italiano. Perché lo facciamo? Consulta la nostra pagina strategia.
Il mio indicatore proprietario DBBT identifica disallineamenti tra il prezzo corrente e il livello tecnico atteso sui principali indici.
Ogni settimana, mettiamo il FTSE MIB nel mirino.
La caccia è aperta.
Nella precedente analisi avevamo ipotizzato la chiusura della leg Long Call, della nostra strategia in opzion, in caso di apertura di settimana esclusivamente positiva.
Lunedì l’apertura è stata positiva ha esteso e ci ha consentito di attuare il nostro money management.
A giocare a nostro favore anche un common gap che rendeva il rialzo ancora meno credibile e un breakup bull ancora meno probabile.
La conferma finale è arrivata con il mancato superamento del massimo della settimana precedente a 47.093,98.
Da lì il mercato ha ritracciato, chiudendo la settimana a 45.430,62 (-0,97%).
Una settimana che dopo la partenza a razzo di lunedì avrà probabilmente ingannato molti.
Bulls vs Bears: la settimana si chiude nettamente a favore dei bears.
La paura è alta, un sentiment che viene probabilmente influenzato dai pesanti movimenti sui metalli preziosi e dall’aumentare delle probabilità che l’S&P 500 fornisca un segnale estremamente bearish con la chiusura sotto la propria MA20W.
Il tutto con valori contenuti nel range della settimana precedente.
Abbiamo quindi una inside candle weekly.
Questo è il pattern fondamentale per la prossima settimana.
Andiamo a vedere nel dettaglio.
Il Quadro Generale
Il settimanale del FTSE MIB non ha cambiato struttura: chiusura sotto la settimana precedente senza nessun break di rilievo sulle medie veloci.
Inside Candle Weekly: On Top in Bull Market
Il nostro algo identifica le inside on top in un bull market (a partire dal breve) sul settimanale.
Dal 2000 ad oggi abbiamo avuto 9 casi.
Questo è il 10°.
Il grafico, seppur visto da molto lontano, mostra già abbastanza chiaramente che una inside on top è toppish.
Decodifichiamolo con una tabella mostrando dove è andato il mercato dopo 1, 3, 5, 10, 15 settimane. Prestando particolare attenzione a 5 settimane, perché ci porta alla scadenza delle 3 streghe di marzo.
Parliamo di eventi rari ed estremi.
Il nostro assunto è che l’evento tenda a ripetersi mantenendo l’indicazione di fondo.
9 casi in 25 anni.
Chi pensa che servano 100 osservazioni per agire sta applicando la statistica sbagliata a eventi che per natura sono rari.
Quando un pattern estremo si presenta, la domanda non è se il campione è sufficiente — è se hai il coraggio di agire su un’asimmetria evidente prima che diventi ovvia a tutti.
Il Dettaglio: Settimana 1
Dopo una settimana, 9 casi su 9 hanno chiusura settimanale negativa.
Non vuole dire che sarà sempre così.
Vuole dire che questa conformazione sul FTSE MIB finora ha mostrato questo.
Tra 20 anni ci aspettiamo che non sarà più al 100%, ma che le probabilità siano sempre maggiori di una chiusura settimanale negativa piuttosto che positiva.
C’è una sua logica: il mercato ha fatto un top importante, ha ritracciato, ci sono state prese di beneficio creando inside infraweek, gli acquisti non sono arrivati, si scende per inerzia fino a trovare un supporto.
La Media Depurata
L’altra indicazione arriva dalla media depurata, rimuovendo il valore migliore e peggiore.
Una inside weekly che porti a un crollo la prima settimana ha probabilità bassissima.
La mediana ci dice di aspettarci qualcosa intorno a -1,39%.
La discesa peggiore vista è stata -2,15%.
Dopo 3 settimane c’è alto rischio che questa prima discesa venga almeno parzialmente riassorbita (pullback).
Dopo 5 settimane una nuova accelerazione ribassista.
Abbiamo uno scenario chiarissimo:
A) Negativo la prima settimana.
B) Rischio riassorbimento dalla seconda alla terza (pullback).
C) Conferma del pullback e affondo.
Voce del principiante: “Quindi perfetto, sappiamo già come andrà. Operiamo subito short, poi a fine settimana copriamo, e poi aumentiamo al pullback.”
Nel mondo ideale sì.
Il messaggio importante lo si ha a 5 settimane: 6 vittorie Bears vs 3 Bull.
Risultato Bull massimo +3,37% insieme al minimo +0,89% ci danno anche l’idea per uno stop loss poco sopra +1% (parliamo sempre di chiusure settimanali, non infraweek)
Mediamente -2,14%, anche in questo caso esclusi gli estremi.
Ma il bull market attuale, cominciato nel 2020, ha 3 casi (questo è il quarto), due dei quali non sono proprio andati come ci saremmo aspettati.
Abbiamo bisogno di qualcosa in più per prendere una posizione short verso le 3 streghe.
Vediamo se da altri indicatori abbiamo qualcosa di solido almeno per cavalcare la forza bear (9 su 9) della prima settimana.
Indicatore di Volatilità
Il nostro indicatore di volatilità continua a mostrare compressione.
La sua deadline per un’esplosione era proprio la prossima settimana (5 settimane da quando è entrato in compressione).
Dopo i segnali di ingolfamento della scorsa settimana dobbiamo chiedere che ci mostri qualcosa di più estremo per poterci fidare ancora.
Le medie mobili calcolate sull’indicatore stanno scendendo su livelli interessanti ma nulla che possa chiamarci all’azione.
Body Counter
Il nostro indicatore body counter ci mostra un dato semplice ma forte: è dal 17 ottobre che non ci sono 2 candele settimanali consecutive con close inferiore all’open.
È un ritardo considerevole.
Non ci dice che questa volta sarà quella buona, ma rafforza leggermente l’attesa per negativo che l’inside weekly ci prospetta.
Close Counter
Anche il close counter mostra sostanzialmente la stessa cosa, che forse sorprenderà molti permabear.
Il FTSE MIB non chiude negativo per due settimane di fila da ottobre 2025 (dove negativo vuol dire almeno -1 punto indice).
Gestione Strategia
L’idea iniziale di comprare volatilità (Long Call + Long Put) non è andata bene.
Ma l’approccio di money management proposto settimana scorsa ha pagato.
Senza la chiusura della leg Long Call, nel giro di pochi giorni avremmo avuto un loss totale su entrambe le legs.
Oggi siamo ancora in play per realizzare un utile, cosa che con entrambe le legs ancora aperte avrebbe avuto possibilità quasi nulle.
Non siamo ancora in gain però.
Abbiamo bisogno di almeno un -2% intraweek per vedere un utile accettabile.
Cosa non ha funzionato?
Non sappiamo ancora se non ha funzionato.
L’indicatore di volatilità ci ha segnalato movimento molto probabile entro 3-5 settimane.
La prossima è quella della scadenza tecnica.
Come già detto, per metodo non vivo nella speranza che succeda qualcosa nell’ultima settimana — qualcosa che non è successo nelle 4 precedenti — rischiando 100% di perdita sia su Call che su Put.
Dal punto di vista teorico sapremo all’open di venerdì mattina prossimo se non ha funzionato.
Dal punto di vista della gestione non abbiamo più una strategia long straddle ma una semplice Long Put.
Siamo partiti non direzionali, siamo arrivati direzionali.
Non è il massimo, ma qunado non gira il target diventa sempre limitare i danni.
Cosa ha funzionato?
La gestione con il Trading System Swing MM, di cui avevamo mostrato il segnale la scorsa settimana.
Chiudere la leg Long Call sul rialzo di lunedì ci ha permesso di incassare una perdita minima sulle Call, evitare l’azzeramento di entrambe le legs e restare in gioco.
Perché è importante salvare operazioni come queste e non lasciarle azzerare?
Perché sul mercato ci sono continue occasioni.
Con parte del ricavo derivante dalla vendita della leg Long Call abbiamo aperto posizioni ribassiste leggere suddivise 60% sulla settimana 1 e 40% sulla settimana 5.
Scenario Bear (vincente)
Se la settimana 1 paga oltre il 2% infraweek (-2% dalla chiusura di venerdì 13), andremo a coprire interamente fino a venerdì 20, giorno di scadenza.
Senza ulteriori segnali molto evidenti bear, venerdì 20 liquideremo tutto.
Se i segnali non sono evidenti ci “fidiamo” del pattern inside week on top.
Scenario Bull (perdente)
Venerdì incasseremo la perdita su settimana 1 e copriremo settimana 5 in modo abbastanza aggressivo in attesa di nuovi segnali.
Cosa deve succedere per chiudere in utile?
Per dare una risposta onesta spezziamo in due il totale di Long Put in portafoglio, perché sono effettivamente 2 operazioni diverse nate per analisi e esigenze diverse.
Quelle relative all’operazione di 5 settimane fa (comprare volatilità con Long Call + Long Put) per fare utile dobbiamo vedere FTSE MIB a 44.500 intraweek.
Le altre: con discese superiori -1% settimanale potremmo ritenerci più che soddisfatti.
Conclusioni
Un pattern raro e potente: inside on top con 9 su 9 chiusure negative a una settimana.
Una strategia nata non direzionale che il money management ha trasformato in direzionale, salvandola dall’azzeramento.
Posizioni ribassiste leggere aperte con un piano chiaro per entrambi gli scenari.
Indicatori proprietari che non confermano ancora ma non contraddicono.
Venerdì 20 febbraio è la scadenza tecnica.
Il mercato ha una settimana per mostrarci se il pattern regge o se il bull market attuale è l’eccezione.
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