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La Caccia: FTSE MIB week 9

Analisi settimanale dell’indice di riferimento italiano.

Perché lo facciamo? Consulta la nostra pagina strategia.


Il mio indicatore proprietario DBBT identifica disallineamenti tra il prezzo corrente e i livelli tecnici attesi sui principali indici.

Ogni settimana, mettiamo il FTSE MIB nel mirino.

La caccia è aperta.


Riprendiamo da dove eravamo rimasti. Avevamo tutti gli elementi per andare short – quantomeno per chiudere il quarto common gap formatosi negli ultimi tre mesi. Inutile overcomplicare: il setup c’era.

La fortuna ci ha sorriso. Non solo il gap è stato chiuso – il mercato ha esteso brutalmente al ribasso.


Bulls vs Bears

infografica: FTSE MIB settimanale – Bulls vs Bears

L’indice italiano chiude a 44.152,26, in calo del -6,48% rispetto alla settimana precedente – una settimana completamente dominata dai bears, con oltre 5.000 punti collezionati. Il minimo infrasettimanale ha toccato 43.670,52, dando la misura di quanto si è spinta la vendita.

La paura è reale. La situazione geopolitica ha certamente il suo peso, ma era già tutto nei numeri.

All’80%, la paura è alta ma non ai massimi. Questo significa che ci sono ancora tori convinti che si tratti solo di una semplice correzione.


Il Quadro Generale

grafico: FTSE MIB settimanale

Il contraccolpo psicologico e di prezzo è arrivato: una grande candela rossa che rompe anche la MA20W al ribasso – una media mobile che sembrava irraggiungibile solo sette giorni fa.

Tuttavia, gli eccessi erano stati tali che solo la MA5W ha cambiato significativamente la propria inclinazione. Nessun bearish cross si è ancora verificato.

Per dimensioni e forza del movimento, il target minimo è l’area 42.000, dove si sta avvicinando la MA50W e dove si trova anche il ritracciamento di Fibonacci al 38,2% dell’intero movimento rialzista partito ad aprile 2025.

Per puntare alla MA100W servirebbero segnali di rinforzo.


Indicatore di Volatilità

grafico: FTSE MIB Indicatore di Volatilità proprietario

Il nostro indicatore proprietario di volatilità non solo ha confermato quanto mostrato la settimana scorsa – ha esteso ulteriormente, superando la propria MA50W. Questo fornisce ulteriore conferma per un outlook ribassista di breve-medio periodo.

Lettura di questa settimana: 9,35%.

Per contesto aggiuntivo: il range settimanale del 6,52% è il più alto da marzo 2025. Nel 2024 è stato superato solo due volte – la settimana del 2 agosto (6,75%) e del 14 giugno (6,66%).


RSI

grafico: FTSE MIB – RSI settimanale

RSI questa settimana a 50,65.

L’aspettativa è che si ripeta quanto visto negli ultimi 12 mesi. L’RSI ha rotto al ribasso il box di consolidamento in cui si trovava da maggio 2025, e dovrebbe ora dirigersi verso l’area 40-42.

Questo target non significa necessariamente che il downtrend di brevissimo continuerà senza interruzioni, ma storicamente tende a indicare un ambiente ribassista o neutro-ribassista.


Aggiornamento Strategia

infografica: FTSE MIB Inside Week on TOP pattern

Tre settimane fa abbiamo presentato uno studio sui casi estremi di inside candle on top. Al momento della sua introduzione il pattern era 9 su 9 ribassista a 1 settimana, e mostrava una forte continuazione sulle 5 settimane.

La prima settimana ha visto un’inaspettata vittoria rialzista. A tre settimane di distanza, quella vittoria appare effimera. I bears sembrano aver preso il controllo.

Come promemoria: da ottobre 2025 il FTSE MIB non ha registrato due chiusure settimanali negative consecutive, né due settimane consecutive con chiusura inferiore all’apertura. Un ulteriore sintomo di compiacenza che può alimentare correzioni più profonde.


Daily

grafico: FTSE MIB daily

Chiudiamo con il grafico giornaliero, a puro scopo didattico. Un disclaimer chiaro: non utilizziamo mai la rottura del bordo inferiore di un rising wedge per trading sistematico. Quanto segue è esclusivamente un esercizio didattico, in continuità con quanto mostrato in Pattern Spotted.

Il rising wedge è stato rotto violentemente al ribasso martedì 3 marzo con un gap down. Il giorno successivo si è già assistito a un tentativo di pullback che, in superficie, sembra essere andato a buon fine.

La rottura è stata preceduta da due gap down. Non sono gap facili da classificare – in particolare quello di lunedì – ma la rottura della MA50 e un accenno di rottura della MA100 potrebbero qualificarli come breakaway gap, consentendo al rising wedge di trovarsi dalla parte giusta per una volta – come un orologio rotto.

Per chi segue l’esercizio: il target del pattern si colloca nell’area 42.500-43.000. Un’entrata short simulata a 44.468,46 con stop loss a 47.650,97 produce un rapporto rendimento/rischio di 0,62 – si rischiano 3.182 punti per guadagnarne 1.968, ovvero 1,62 per ogni 1 che si punta a guadagnare. Questo è un ulteriore motivo per cui questo setup non dovrebbe essere preso in considerazione per il trading reale. Lo seguiamo qui esclusivamente per osservare come il pattern si comporta sul campo.


Conclusioni

L’indice italiano FTSE MIB ha iniziato la sua attesa correzione. Una correzione che molto probabilmente ha ancora margini, e che minerà le certezze di molti.

A questo punto è importante distinguere tra due framework separati che coesistono nella nostra analisi.

 

Visione di trading di breve-medio periodo: sulla base degli indicatori tecnici analizzati sopra – espansione della volatilità, traiettoria dell’RSI, dinamiche dei gap, livelli delle medie mobili – restiamo ribassisti con target 42.000. Questa è una posizione tattica con un target definito e verrà gestita di conseguenza.

 

Posizione strutturale DBBT: questo è un trade completamente diverso. Il DBBT identifica un disallineamento di circa il 30% tra il prezzo corrente e i livelli tecnici attesi. Il target si colloca nell’area di circa 32.500. Ogni volta che un movimento ribassista significativo inizia, dobbiamo considerare la possibilità che possa essere quello che risolve questo disallineamento. Se non lo è, la posizione si traduce in una perdita o in un guadagno parziale – ma non viene chiusa semplicemente perché il mercato rimbalza. Anche un rimbalzo del 5% non ne cambia la natura. Non sappiamo in anticipo quale correzione sarà quella decisiva. Sappiamo solo che il disallineamento esiste e che storicamente è sempre stato riassorbito.

 

Due approcci diversi, due profili di rischio diversi, due orizzonti temporali diversi – e soprattutto, un’esposizione finanziaria diversa. La posizione DBBT ha una dimensione significativamente più ridotta, coerente con una strategia la cui probabilità annuale di successo è inferiore al 15% ma il cui payoff, qualora si verifichi, è asimmetrico. Comprendere questa distinzione è essenziale per seguire correttamente la nostra analisi.

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