Tracciamento settimanale dell’indice di riferimento italiano. Perché lo facciamo? Consulta la nostra pagina strategia.
Il mio indicatore proprietario DBBT identifica disallineamenti tra il prezzo corrente e il livello tecnico atteso sui principali indici. Ogni settimana, mettiamo il FTSE MIB nel mirino.
La caccia è aperta.
Il Quadro Generale
Un’altra settimana passata senza sensibile variazione nei prezzi: il FTSE MIB chiude a 45.527,42 con un incremento di +1,55% rispetto al venerdì precedente.
Le medie mobili restano ancora positivamente inclinate e ancora perfettamente allineate una sotto l’altra dalla MA5W alla MA200W. Con l’accelerazione di venerdì (+1,00%) la chiusura ha recuperato la MA5W, anche in questo caso si tratta di noise: la MA5W non è in grado di dare alcun segnale di trend e nemmeno di trading in questo momento.
Il FTSE MIB archivia la settimana con massimi e minimi crescenti (candela verde sul nostro grafico). Senza un vero segnale di prezzo, ma confermando ciò che avevamo evidenziato nell’episodio precedente: questo mercato dopo 2 rosse — due settimane consecutive con massimi e minimi decrescenti — è destinato a rimbalzare.
Il pattern si conferma per la quarta volta consecutiva. Statisticamente rilevante? Sì. Garanzia per il futuro? No. Ma ignorarlo sarebbe imprudente.
Siamo ormai alla quinta settimana di compressione laterale. I prezzi sono sostanzialmente fermi agli stessi livelli di tre, quattro e cinque settimane fa. Il mercato non si è mosso, ma qualcosa sotto la superficie sta accadendo.
Range Settimanale %
Il grafico dell’indicatore ci mostra come ancora una volta il range della candela settimanale sia stato davvero poca cosa. Ma è la media mobile a 10 settimane applicata all’indicatore a raccontare la storia più interessante.
La MA10W è in picchiata verso valori storici — ventennali — dai quali il range è sempre ripartito. Il denaro in qualche modo deve tornare a girare.
Nel dettaglio: siamo con la media mobile a 10 del range settimanale % a 2,02%, a ridosso del minimo del febbraio 2024 (1,80%) e sotto il minimo del dicembre 2019 (2,35%).
Cosa successe?
Credo che tutti ci ricordiamo cos’è successo dopo il dicembre 2019: il mercato scese violentemente nei mesi successivi. Nel febbraio 2024, invece, partì un rialzo da area 30.000 che terminò quattro mesi dopo in area 35.500.
Direzioni opposte, ma un elemento comune: in entrambi i casi il mercato si mosse con forza dopo aver raggiunto questi livelli di compressione estrema.
Come nelle analisi precedenti: non sappiamo da che parte, ma sappiamo che ci sono altissime probabilità che avremo un movimento ampio.
La Compressione
Il mio indicatore di volatilità proprietario sul FTSE MIB è alla terza settimana di discesa consecutiva: ora siamo a 3,06%.
Dalla prima analisi (4,41%) alla seconda (4,26%) fino a questa settimana (3,06%), la compressione si è accentuata settimana dopo settimana. La media mobile sull’indicatore è ancora “alta” ma compatibile con l’attesa di altre 2 settimane che è stata più volte menzionata nelle analisi precedenti.
Le probabilità di un movimento prima della scadenza tecnica di febbraio 20 erano e restano alte.
Le strategie in opzioni che comprano volatilità — come quelle di cui abbiamo parlato nelle settimane precedenti (long straddle, long strangle, iron condor) — dovrebbero consentire di sfruttare l’esplosione della compressione.
Conclusioni
Ancora nessun segnale per quanto riguarda la direzione. L’unica deduzione possibile è applicare il trend follow: ora è bull e fino a prova contraria rimarrà bull.
Io preferisco attenermi ai dati lasciando le opinioni da parte: è bull di sicuro, abbiamo statisticamente alta probabilità di un movimento direzionale, ma non abbiamo segnali di prezzo.
Dal punto di vista strategico, la situazione è chiara:
O si compra volatilità, o si aspetta il segnale.
Il paragone storico con dicembre 2019 e febbraio 2024 non è un dettaglio. La MA10W del range settimanale a 2,02% ci dice che siamo in territorio estremo.
La compressione a 3,06%, la terza settimana di discesa consecutiva, conferma che la molla si sta caricando sempre di più.
Abbiamo i dati storici, abbiamo i segnali tecnici. Manca solo la direzione. E quella la conosceremo quando il mercato deciderà di muoversi.




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